Con ‘GigaRitmik’ ginnastica ritmica ed equitazione si incontrano al Centro di Riabilitazione Equestre del San Raffaele Viterbo per i ‘Giochi di Natale’

Con ‘GigaRitmik’ ginnastica ritmica ed equitazione si incontrano al Centro di Riabilitazione Equestre del San Raffaele Viterbo per i ‘Giochi di Natale’

Dieci giorni di giochi e acrobazie al Centro di Riabilitazione Equestre del San Raffaele grazie a ‘GigaRitmik’, il progetto interdisciplinare in grado di coniugare riabilitazione equestre e ginnastica ritmica che ha coinvolto grandi e piccini nei ‘Giochi di Natale’ che si sono svolti dal 12 al 22 dicembre presso la struttura viterbese.

Il format, ideato da Annalisa Parisi, vede come protagonisti Giga, la cavalla di razza CAITPR da cui l’evento prende il nome, la sua compagna Fedra e la piccola mascotte del gruppo, il pony Merlino, in un susseguirsi di attività creative ed esercizi divertenti perfettamente armonizzati. Un programma minuzioso creato ad hoc per i pazienti adulti e in età evolutiva della struttura riabilitativa con l’intento di favorire l’interazione e la relazione tra pari, operatori e animali.

“Il filo conduttore che lega la missione del Centro di Riabilitazione Equestre del San Raffaele Viterbo e l’attività che Annalisa Parisi con le sue cavalle TPR propone a persone di ogni età e capacità, si manifesta nel perseguire gli stessi obiettivi riabilitativi, educativi e ludici” spiega Daniela Zoppi, Responsabile del Centro. “L’attività comporta, infatti, per tutti i partecipanti stimolazioni sensoriali multiple, visive, tattili, uditive, oltre al coinvolgimento di capacità cognitive, mnesiche, attentive e di coordinamento motorio” prosegue.

“Giorni all’insegna dell’integrazione per esaltare le qualità di ognuno con la consapevolezza e la tenacia di voler raggiungere un unico fondamentale scopo: cambiare in meglio la qualità della vita di chi ha dei disagi, deficit o patologie grazie al supporto del cavallo, un animale dalle infinite possibilità di approccio e grazie al quale possiamo confermare che sì, a cavallo siamo tutti uguali” conclude.

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